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lunedì, 3 Ottobre 2022
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Maradona vince anche da morto: una sentenza gli dà ragione dopo 30 anni

Ci sono voluti 30 anni, per una sentenza che dà ragione a Diego Armando Maradona. Ora potranno essere soddisfatti gli eredi del campione morto il 25 novembre scorso. Depositata l’Ordinanza 5854 della Corte di Cassazione che scrive una pagina decisiva su una vicenda che non poco pesò sulla vita e sulla carriera del campione argentino.

La Suprema Corte, ribaltando una decisione della Commissione tributaria centrale del 2013, ha sancito che Maradona, quale dipendente della Società sportiva calcio Napoli, aveva diritto a beneficiare del condono attraverso il quale quest’ultima ha risolto la controversia su presunti pagamenti in nero effettuati tra il 1986 e il 1990. In particolare, il Fisco contestava al club all’epoca presieduto da Corrado Ferlaino (ma si trattava in realtà di una prassi consolidata nel mondo del calcio e non solo) di aver corrisposto, oltre all’ingaggio, ulteriori compensi per decine di miliardi di lire simulando uno sfruttamento dei diritti d’immagine acquisiti da società estere (come la Diego Armando Maradona Productions di Vaduz) che Il debito da 40 milioni poi “triangolavano” i proventi agli stessi atleti (di cui erano diretta emanazione).
(fonte: Il Sole 24 Ore)

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