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sabato, 13 Agosto 2022
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Transizione 4.0: occhio alle misure per le imprese

Transizione 4.0, nel Recovery Plan c’è il capitolo delle imprese. Essse saranno incentivate a dotarsi di strumenti digitali avanzati per le comunicazioni e il commercio. Tra le altre cose, è previsto un fondo da 2 miliardi di euro per sostenere lo sviluppo dal punto di vista dell’innovazione tecnologica. Lo rileva Gianni Potti, presidente Fondazione comunica, intervenendo su agendadigitale.eu.

Il documento governativo – scrive – dice che “negli ultimi anni, per colmare il gap di “digital intensity” del nostro sistema produttivo verso il resto d’Europa (minori investimenti valutabili in 2 punti di PIL), specie nella manifattura e nelle PMI, è stata perseguita una politica di incentivazione fiscale degli investimenti in beni materiali strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello “Transizione 4.0”, ed in beni immateriali ad essi connessi, nonché in attività di ricerca e sviluppo. Le analisi disponibili indicano che gli incentivi per l’acquisto dei beni materiali ed immateriali effettivamente innovativi ha avuto effetti positivi sulla digitalizzazione delle imprese nonché sull’occupazione, specie giovanile e nelle nuove professioni”.

Si precisa inoltre che “è ora necessario rafforzare tale linea di azione, al fine di ridurre i costi di implementazione della trasformazione digitale, incrementando, al contempo, il grado di coinvolgimento delle attività economiche di minore dimensione e collocate al Sud. Le politiche innanzi descritte, per essere pienamente efficaci, devono essere accompagnate dallo sviluppo di una rete di connessione digitale veloce e ultraveloce per diffondere innovazione e nuovi servizi. La connessione infatti è prerequisito abilitante per usufruire di diverse “tecnologie 4.0” – quali i sensori, l’ Internet of Things, e le stampanti tridimensionali – che richiedono connessioni veloci e con bassi tempi di latenza. L’intervento dei Piano nazionale di ripresa e resilienza in questo ambito si colloca nel solco degli sfidanti obiettivi definiti in sede europea (iniziativa flagship “connect”) e nella consapevolezza che le reti a banda larga ultra-veloce sono una General Purpose Technology, in grado di innescare guadagni di produttività e di crescita su larga scala in tutti i settori dell’economia”.

Le misure 4.0 nel Recovery Plan

Qui si prevedono “incentivi per agevolare la transizione digitale e verde, sostenendo i processi virtuosi generati da trasformazioni tecnologiche interconnesse nella progettazione, nella produzione e nella distribuzione di sistemi e prodotti manifatturieri. Il Piano agisce sui fattori che abilitano la trasformazione digitale delle imprese creando le condizioni favorevoli alla realizzazione degli investimenti innovativi. I principi fondanti del Piano possono sintetizzarsi in una logica di neutralità tecnologica e nella scelta di intervenire con azioni orizzontali e automatiche. Il Piano – dichiara il Governo con la bozza del Recovery Plan – si compone di una serie di misure volte a:

  • stimolare la domanda di investimenti privati in beni strumentali per favorire sia la trasformazione digitale delle imprese che il necessario ammodernamento di macchinari e impianti in un’ottica di efficientamento produttivo ed energetico;
  • sostenere prodotti e processi innovativi attraverso una misura dedicata alle attività di ricerca e sviluppo che portano all’adozione di soluzioni nuove per il settore o mercato di riferimento.

Il nuovo progetto Transizione 4.0 prevede misure pluriennali per favorire la pianificazione delle strategie di investimento delle imprese. Introduce inoltre significativi potenziamenti, sia in termini di aliquote e massimali delle agevolazioni, sia in termini di semplificazione e accelerazione delle procedure di erogazione del vantaggio fiscale. L’estensione degli investimenti agevolabili, che a partire dal 2021 includono un bacino più ampio di beni strumentali immateriali, dovrebbe consentire il coinvolgimento maggiore delle piccole imprese che storicamente devono colmare un divario in termini di digitalizzazione di base. Infine, sempre in favore delle piccole imprese, il Piano prevede un bacino più ampio di beni strumentali immateriali agevolabili e meccanismi semplificati e accelerati di compensazione dei benefici maturati per le aziende con fatturato annuo inferiore ai 5 milioni di euro.

La possibilità di fruizione immediata del credito potrebbe favorire maggiori investimenti da parte delle PMI ovviando alle note carenze di liquidità. Il progetto si basa su un credito d’imposta articolato per spese in beni strumentali (materiali e immateriali 4.0), e per investimenti in ricerca e sviluppo, nonché in processi di innovazione e di sviluppo orientati alla sostenibilità ambientale e all’evoluzione digitale.” Lo stanziamento totale – indicato dal Governo – per questo progetto è di 19 miliardi, di cui 3,1 miliardi già stanziati a legislazione vigente. Inoltre, si aggiungono risorse complementari per 6 miliardi e 760 milioni dagli stanziamenti della legge di Bilancio.

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